{"id":92500,"date":"2022-05-04T06:51:57","date_gmt":"2022-05-04T04:51:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donat.com\/zacaran-krog-porusena-crevesna-mikrobiota-in-kopicenje-kilogramov\/"},"modified":"2022-05-27T05:56:09","modified_gmt":"2022-05-27T03:56:09","slug":"il-circolo-vizioso-microbiota-intestinale-alterato-e-aumento-di-peso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donat.com\/it\/il-circolo-vizioso-microbiota-intestinale-alterato-e-aumento-di-peso\/","title":{"rendered":"Il circolo vizioso: microbiota intestinale alterato e aumento di peso"},"content":{"rendered":"<div id=\"\" class=\"blog-text-section  \">\n    \n\n<p>L\u2019obesit\u00e0 \u00e8 diventata un fenomeno globale diffusissimo anche nei paesi meno sviluppati. Essere in sovrappeso \u00e8 una malattia causata da diversi fattori che richiede un approccio olistico. Anche il microbiota intestinale svolge un ruolo importante nell\u2019equilibrio del peso corporeo, poich\u00e9 influenza l\u2019utilizzo dell\u2019energia proveniente dal cibo, il metabolismo dei grassi, l\u2019appetito, i processi infiammatori e le funzioni ormonali. Un\u2019alterazione nella composizione del microbiota intestinale pu\u00f2 essere la causa, ma anche la conseguenza, del sovrappeso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos\u2019\u00e8 il microbiota intestinale?<\/h2>\n\n\n\n<p>Fin dall\u2019inizio, l\u2019uomo ha convissuto con batteri e altri microrganismi. Il microbiota intestinale \u00e8 una specie di \u201corgano nascosto\u201d, della cui composizione e importanza per la salute umana si ha consapevolezza soltanto da pochi anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il microbiota intestinale contiene <strong>un patrimonio genetico 100 volte maggiore rispetto a quello umano<\/strong> ed \u00e8 costituito da batteri, virus, archei e lieviti. Un rapporto cos\u00ec sbilanciato a favore del microbiota ci lascia nell\u2019incertezza su chi, effettivamente, controlli chi. Tuttavia, l\u2019uomo e il microbioma devono vivere in simbiosi poich\u00e9 l\u2019uno, in linea di principio, non potrebbe sopravvivere senza l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo fornisce ai microbi spazio vitale, sicurezza e cibo. Per contro, il microbiota svolge un ruolo importante nel mantenimento dell\u2019omeostasi, compreso il <strong>mantenimento del corretto peso corporeo<\/strong>, giacch\u00e9 partecipa a molti processi fisiologici come la digestione, la regolazione energetica, la modulazione del sistema immunitario, la sintesi vitaminica e la protezione da batteri patogeni e corpi estranei.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 il microbiota intestinale \u00e8 in equilibrio, ha un effetto estremamente positivo sulla salute umana. <strong>Ma, una volta alterato, pu\u00f2 causare molte malattie croniche<\/strong> (diabete, autismo, depressione, sindrome dell\u2019intestino irritabile\u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei batteri si trova nell\u2019intestino crasso perch\u00e9, a causa della maggiore esposizione agli enzimi digestivi, agli acidi gastrici e ai sali biliari, le condizioni per la sopravvivenza dei batteri nell\u2019intestino tenue sono alquanto sfavorevoli. Il microbiota intestinale \u00e8 costituito da 6 <em>phyla<\/em> (tipi) batterici, <strong>dominati dai <em>phyla<\/em> Firmicutes (60%) e Bacteroidetes (20%)<\/strong>, che insieme rappresentano oltre l\u201980% dei <em>phyla<\/em> batterici e hanno un impatto eccezionale sulla salute umana.<\/p>\n\n\n    <\/div>\n\n\n\n\n<div id=\"\" class=\"blog-quote-section  \">\n    <div class=\"container\">\n        <div class=\"wrapp\">\n                        <div class=\"quote test\">\n                <p>Il rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes \u00e8 alterato nelle persone in sovrappeso rispetto alle persone magre<\/p>\n            <\/div>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<div id=\"\" class=\"blog-text-section  \">\n    \n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cosa incide sul microbiota intestinale?<\/h2>\n\n\n\n<p>Il microbiota intestinale \u00e8 estremamente <strong>dinamico e adattabile<\/strong> e risponde a molti fattori ambientali. Pertanto, la composizione e la diversit\u00e0 del microbiota intestinale variano costantemente a partire dalla nascita dell\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il periodo pi\u00f9 importante sono i primi anni di vita. Durante questo periodo, <strong>il ruolo della madre \u00e8 fondamentale per la corretta formazione del microbioma del bambino<\/strong>. Infatti, il metodo scelto per partorire (parto naturale, taglio cesareo), l\u2019alimentazione nei primi mesi di vita (allattamento al seno, alimentazione artificiale) e l\u2019ambiente familiare costituiscono le basi del microbiota del bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante lo svezzamento, con la graduale introduzione di altri alimenti, nell\u2019organismo del bambino si verificano nuovamente drastici cambiamenti che renderanno il microbiota pi\u00f9 diversificato, a tal punto che il bambino, all\u2019et\u00e0 di circa due anni e mezzo, avr\u00e0 un microbiota intestinale simile a quello degli adulti.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se il microbiota diventa pi\u00f9 stabile quando raggiunge la maturit\u00e0, la sua eterogeneit\u00e0 e la sua composizione sono influenzate da una serie di fattori. Il suo sviluppo \u00e8 soggetto all\u2019impatto delle condizioni igieniche, dell\u2019ambiente in cui viviamo, dello stress, del consumo di alcol, del ritmo circadiano, dell\u2019et\u00e0 anagrafica e del nostro patrimonio genetico. Il microbiota subisce grandi cambiamenti anche quando assumiamo farmaci, in particolare <strong>antibiotici<\/strong> <strong>e farmaci che inibiscono l\u2019acidit\u00e0 di stomaco<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, tra tutti i fattori che influenzano il microbiota, <strong>il maggiore impatto va attribuito senz\u2019altro all\u2019alimentazione<\/strong>. Gli alimenti troppo elaborati, con un alto contenuto di grassi saturi e zuccheri e con quantit\u00e0 minime di fibre, influiscono negativamente sul rapporto tra batteri <em>Firmicutes<\/em> e batteri <em>Bacteroidetes<\/em>. D\u2019altro canto, una alimentazione basata sulla dieta mediterranea permette di mantenere un buon equilibrio tra batteri \u201ccattivi\u201d e batteri \u201cbuoni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I principali fattori che incidono sul sovrappeso<\/h2>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 negare che l\u2019obesit\u00e0 sia causata da uno squilibrio prolungato tra apporto e consumo energetico. L\u2019equazione per perdere il grasso corporeo in eccesso \u00e8, dunque, molto semplice: \u00e8 necessario spendere pi\u00f9 energia di quella che immettiamo nel corpo. Anche se sembra facile, chi abbia provato a perdere peso sa che non lo \u00e8 per niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il peso corporeo \u00e8 regolato da complessi <strong>meccanismi<\/strong> <strong>ormonali<\/strong>, <strong>neuronali<\/strong> e <strong>metabolici<\/strong> che incidono sull\u2019apporto e il dispendio di energia.<\/p>\n\n\n\n<p>Un apporto energetico eccessivo \u00e8 spesso il risultato del consumo di cibi ad elevata trasformazione che sono estremamente energetici poich\u00e9 contengono molti grassi saturi e zuccheri. <strong>Introducendo questo genere di alimenti nel nostro corpo, superiamo facilmente il nostro fabbisogno energetico quotidiano<\/strong>, iniziamo a immagazzinare l\u2019energia in eccesso nel tessuto adiposo e, allo stesso tempo, influiamo negativamente su molti altri processi corporei, come l\u2019innesco di infiammazioni croniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tipo di alimentazione provoca anche alterazioni nella composizione del microbiota intestinale riducendone la eterogeneit\u00e0, caratteristica estremamente importante per la salute umana e per il peso corporeo, perch\u00e9 il microbiota intestinale influisce significativamente sul metabolismo in generale, sull\u2019appetito, sul metabolismo degli acidi biliari e sul funzionamento dei sistemi ormonale e immunitario.<\/p>\n\n\n    <\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Zenska-je-solato-min-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92060\" srcset=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Zenska-je-solato-min-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Zenska-je-solato-min-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Zenska-je-solato-min-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Zenska-je-solato-min-2048x1367.jpg 2048w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Zenska-je-solato-min-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Zenska-je-solato-min-750x501.jpg 750w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Zenska-je-solato-min-900x601.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div id=\"\" class=\"blog-text-section  \">\n    \n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come il microbiota intestinale influisce sul peso corporeo<\/h2>\n\n\n\n<p>Il microbiota intestinale influenza direttamente la digestione, oltre a incidere anche sull\u2019assorbimento e sul metabolismo del cibo, e pu\u00f2 potenzialmente influenzare anche l\u2019aumento di peso attraverso una serie di meccanismi differenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. Il microbiota intestinale influisce significativamente sull\u2019apporto energetico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I batteri dell\u2019apparato digerente sono corresponsabili dell\u2019apporto energetico, perch\u00e9 partecipano alla digestione di alimenti altrimenti indigeribili per l\u2019uomo e consentono, quindi, l\u2019accesso a fonti di energia che altrimenti sarebbero inaccessibili e che verrebbero eliminate dall\u2019organismo insieme alle feci.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle persone obese, la composizione del microbiota intestinale \u00e8 alterata. Il loro microbiota \u00e8 meno ricco e diversificato, e il rapporto tra i batteri <em>Firmicutes<\/em> e <em>Bacteroidetes<\/em> \u00e8 sbilanciato a favore dei primi. \u00c8 noto che <strong>i batteri del <em>phylum<\/em>&nbsp;<em>Firmicutes<\/em> sono particolarmente efficaci nella scomposizione dei carboidrati indigeribili<\/strong> e nella loro conversione in acidi grassi a catena corta che possono essere assorbiti.<\/p>\n\n\n\n<p>La dieta occidentale, ricca di grassi saturi e zuccheri e povera di fibre, crea un ambiente favorevole per lo sviluppo dei <em>Firmicutes<\/em> che metabolizzano efficacemente i carboidrati e, quindi, consentono un maggiore utilizzo dell\u2019energia proveniente dal cibo consumato. Questo surplus di energia, tuttavia, se non viene consumato, sar\u00e0 immagazzinato nei depositi di grasso.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli acidi grassi a catena corta (butirrato, propionato e acetato) si formano cos\u00ec come sottoprodotto della fermentazione delle fibre indigeribili e possono successivamente <strong>fungere da forma di combustibile disponibile per i processi cellulari in vari organi<\/strong>. Le cellule intestinali, ad esempio, ricevono dal 60 al 70% della loro energia dagli acidi grassi a catena corta. Tuttavia, gli acidi grassi a catena corta non consumati vengono immessi nel flusso sanguigno. In questo modo, una persona dovrebbe ottenere <strong>fino al 10% del fabbisogno energetico giornaliero<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Va anche detto che gli acidi grassi a catena corta hanno ruoli metabolici differenti. Mentre il butirrato \u00e8 la principale fonte di energia per le cellule intestinali, <strong>l\u2019acetato e il propionato vengono utilizzati nella produzione del grasso<\/strong>, del colesterolo e nella gluconeogenesi, ossia nel processo di produzione del glucosio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, non \u00e8 cos\u00ec semplice come sembra a prima vista. Gli acidi grassi a catena corta, infatti, oltre ad offrirci enormi benefici, hanno anche un impatto positivo sul peso corporeo. Ad esempio, l\u2019acetato attraversa la barriera ematoencefalica, agisce sull\u2019ipotalamo e riduce il senso dell\u2019appetito, mentre il butirrato inibisce l\u2019attivit\u00e0 dei neuroni che stimolano l\u2019appetito.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aumento del grasso corporeo non \u00e8 soltanto il risultato di un migliore utilizzo dell\u2019energia proveniente dal cibo, ma si basa anche sulla genetica microbica, perch\u00e9 ben il 75% dei geni microbici associati all\u2019obesit\u00e0 appartiene al <em>phylum<\/em> batterico dei <em>Action Bacteria<\/em>, il 25% ai <em>Firmicutes<\/em>, mentre il 42% dei geni connessi alla snellezza \u00e8 riconducibile al <em>phylum<\/em> batterico dei <em>Bacteroidetes<\/em>.<\/p>\n\n\n    <\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Par-kuha-min-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92070\" width=\"769\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Par-kuha-min-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Par-kuha-min-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Par-kuha-min-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Par-kuha-min-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Par-kuha-min-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Par-kuha-min-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Par-kuha-min-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div id=\"\" class=\"blog-text-section  \">\n    \n\n<p><strong>2. Il microbiota intestinale partecipa al metabolismo della bile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La connessione tra gli acidi biliari e il microbiota intestinale \u00e8 bidirezionale. Oltre ad essere necessari per un\u2019efficiente digestione dei grassi, gli acidi biliari svolgono anche un ruolo nella regolazione del microbiota intestinale. <strong>Gli acidi biliari hanno un effetto antimicrobico<\/strong>, <strong>danneggiano, cio\u00e8, le pareti cellulari e prevengono la crescita batterica<\/strong>. Una dieta basata su un elevato apporto di alimenti di origine animale <strong>aumenta il numero di microrganismi resistenti agli acidi biliari<\/strong>, portando a disturbi del microbiota intestinale.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, i batteri intestinali possono metabolizzare gli acidi biliari primari che si formano dal colesterolo nel fegato in acidi biliari secondari. Possiamo, dunque, dire che il microbiota intestinale influisce <strong>sul metabolismo dei grassi e sull\u2019equilibrio del colesterolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Il microbiota intestinale alterato pu\u00f2 portare a infiammazioni sistemiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obesit\u00e0 \u00e8 associata a un\u2019infiammazione sistemica di basso grado che pu\u00f2 portare alla insulino-resistenza e a una serie di malattie metaboliche (diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, steatosi epatica non alcolica&#8230;). Il nesso chiave tra infiammazione e obesit\u00e0 \u00e8 <strong>il microbiota intestinale alterato<\/strong> che favorisce la permeabilit\u00e0 intestinale. Uno dei fattori scatenanti dell\u2019infiammazione sistemica, riconoscibile nelle persone obese, \u00e8 dato dalle <strong>endotossine<\/strong>, <strong>lipopolisaccaridi<\/strong> che sono <strong>parte integrante delle membrane cellulari di alcuni batteri<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una dieta ricca di grassi e zuccheri pu\u00f2 portare a disturbi del microbiota intestinale nel quale prevale la presenza di batteri che sono una ricca fonte di lipopolisaccaridi e altre endotossine. D\u2019altra parte, una simile dieta minaccia anche la permeabilit\u00e0 della parete intestinale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aumento della permeabilit\u00e0 intestinale facilita l\u2019ingresso di livelli pi\u00f9 elevati di lipopolisaccaridi nel flusso sanguigno. Una volta penetrati nel sangue, essi intensificano i processi infiammatori, favoriscono l\u2019accumulo di grasso, l\u2019iperglicemia, la steatosi e provocano la insulino-resistenza, oltre ad essere generalmente associati all\u2019insorgenza di malattie metaboliche.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, ci sono cellule batteriche (es. Bifidobacteria, Akkermansia Muciniphila) che contribuiscono a stabilizzare la parete intestinale, riducono l\u2019infiammazione sistemica e l\u2019insulino-resistenza e regolano il sovrappeso.<\/p>\n\n\n    <\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Vadba-v-naravi-min-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92079\" srcset=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Vadba-v-naravi-min-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Vadba-v-naravi-min-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Vadba-v-naravi-min-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Vadba-v-naravi-min-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Vadba-v-naravi-min-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Vadba-v-naravi-min-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Vadba-v-naravi-min-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div id=\"\" class=\"blog-text-section  \">\n    \n\n<p><strong>4. Come il microbiota intestinale influisce sull\u2019appetito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intestino e il cervello sono strettamente interconnessi. La comunicazione tra loro avviene in entrambe le direzioni attraverso il sistema nervoso autonomo e attraverso il sistema endocrino (ormoni).<\/p>\n\n\n\n<p>Vari organi del corpo (stomaco, pancreas, intestino e tessuto adiposo) rilasciano ormoni che agiscono stimolando o sopprimendo l\u2019appetito. Gli ormoni sono molecole di segnalazione che trasmettono informazioni sullo stato del corpo al cervello. L\u2019appetito \u00e8 controllato attraverso il sistema nervoso centrale (ipotalamo), che risponde ai segnali degli ormoni dello stomaco e dell\u2019intestino e ai segnali provenienti dal tessuto adiposo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il microbiota intestinale, con la sua composizione e i metaboliti che si formano durante la fermentazione, stimola il rilascio di ormoni e neurotrasmettitori e incide su quali e quanti di questi ormoni saranno sintetizzati.<\/strong> Il microbiota influisce, cos\u00ec, sulla sensazione di fame o di saziet\u00e0. La leptina e la grelina sono ormoni che influiscono significativamente sull\u2019equilibrio energetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla sua fondamentale funzione di accumulo di energia, il tessuto adiposo ha anche la funzione di secernere ormoni come la leptina. La leptina \u00e8 un ormone a efficacia prolungata che aiuta a regolare l\u2019equilibrio energetico e trasmette informazioni al cervello sullo stato delle riserve di energia sotto forma di tessuto adiposo. Quando queste scorte sono sufficienti, inibisce l\u2019assunzione di cibo e stimola il dispendio energetico.<\/p>\n\n\n\n<p>La grelina, d\u2019altra parte, \u00e8 un ormone di breve effetto che viene rilasciato quando non mangiamo. \u00c8 coinvolto nei processi di equilibrio energetico, cos\u00ec come nei meccanismi edonici che influenzano la regolazione dell\u2019appetito. L\u2019ormone grelina viene rilasciato nello stomaco, attiva il nervo vago o viene trasmesso attraverso il flusso sanguigno al cervello, dove passa attraverso la barriera ematoencefalica e trasmette segnali di fame al cervello, stimolando cos\u00ec l\u2019assunzione di cibo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come ripristinare l\u2019equilibrio del microbiota intestinale?<\/h2>\n\n\n\n<p>Il microbiota intestinale \u00e8 molto adattabile e sensibile. Se cambiamo dieta, <strong>il cambiamento nella composizione microbica inizia a manifestarsi nelle prime 24 ore<\/strong> e si stabilizza definitivamente entro 10 giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo incidere sulla composizione del microbiota intestinale operando opportuni interventi nella nostra dieta e prestando ulteriore attenzione all\u2019assunzione di alimenti probiotici e prebiotici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo passo da compiere \u00e8 ridurre l\u2019assunzione di alimenti altamente trasformati e cibi ricchi di grassi saturi e zuccheri, poich\u00e9 tali alimenti hanno un effetto nocivo sul microbiota intestinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo, piuttosto, basare la nostra dieta su alimenti d\u2019origine prevalentemente vegetale (carboidrati \u201cbuoni\u201d, legumi, frutta a guscio, semi, frutta e verdura), avendo cura di variarli il pi\u00f9 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene includere nella propria dieta alcuni dei seguenti nutrienti che supportano il microbiota utile al nostro organismo:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Quando si parla di microbiota intestinale, non si pu\u00f2 prescindere dalle <strong>fibre<\/strong>, che sono il nutriente pi\u00f9 importante per i microbi intestinali \u201cbuoni\u201d, e quindi per la salute intestinale in generale. In altre parole, una buona funzione intestinale \u00e8 il fondamento della nostra salute.<br><br>Anche un piccolo e breve aumento dell\u2019assunzione di fibre provoca grandi cambiamenti nel microbiota intestinale. L\u2019obiettivo \u00e8 consumare almeno 30 g di fibre al giorno, ovvero circa 5 porzioni di frutta o verdura al giorno (2 porzioni di frutta e 3 porzioni di verdura). Le fibre si trovano in ogni fonte di alimenti vegetali sani (es. frutta, verdura, legumi&#8230;).<\/li><\/ol>\n\n\n    <\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Sadje-in-zelenjava-min-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92086\" srcset=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Sadje-in-zelenjava-min-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Sadje-in-zelenjava-min-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Sadje-in-zelenjava-min-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Sadje-in-zelenjava-min-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Sadje-in-zelenjava-min-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Sadje-in-zelenjava-min-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Sadje-in-zelenjava-min-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div id=\"\" class=\"blog-text-section  \">\n    \n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\"><li>I <strong>polifenoli<\/strong> e i <strong>flavonoidi<\/strong> si trovano in frutta e verdura, t\u00e8 verde, caff\u00e8, legumi, frutta a guscio e semi. Hanno propriet\u00e0 antiossidanti, antinfiammatorie, neuroprotettive e antitumorali. Questi composti, dal lento e scarso assorbimento, rimangono pi\u00f9 a lungo nell\u2019intestino, dove possiamo sfruttare tutti i loro effetti benefici sul microbiota intestinale.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"3\"><li>Gli <strong>acidi grassi Omega 3<\/strong> sono acidi grassi essenziali che il corpo umano non pu\u00f2 produrre da s\u00e9, quindi deve assumerli attraverso il cibo. Pur non trascurando gli altri importanti effetti esercitati nell\u2019organismo umano (es. salute cardiovascolare), non possiamo ignorare l\u2019effetto benefico esercitato sul microbiota intestinale. Gli acidi grassi Omega 3 modulano direttamente la diversit\u00e0 del microbiota, riducono i processi infiammatori dovuti ai lipopolisaccaridi e hanno un effetto benefico sulla produzione di acidi grassi a corta catena.<br><br>Gli acidi grassi Omega 3 si trovano in vari alimenti d\u2019origine animale (principalmente nel salmone, nelle sardine e negli sgombri) e in alcuni alimenti di origine vegetale (noci, semi di lino e semi di chia); tuttavia, poich\u00e9 si trovano nella forma inattiva, gli Omega 3 hanno bisogno di essere ulteriormente convertiti e questa conversione riguarda solo dallo 0,5 al 5% del totale.<\/li><\/ol>\n\n\n    <\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"417\" src=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Losos-z-avokadom-in-orescki-min-1024x417.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92097\" srcset=\"https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Losos-z-avokadom-in-orescki-min-1024x417.jpg 1024w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Losos-z-avokadom-in-orescki-min-300x122.jpg 300w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Losos-z-avokadom-in-orescki-min-1536x625.jpg 1536w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Losos-z-avokadom-in-orescki-min-2048x834.jpg 2048w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Losos-z-avokadom-in-orescki-min-240x98.jpg 240w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Losos-z-avokadom-in-orescki-min-750x305.jpg 750w, https:\/\/www.donat.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Losos-z-avokadom-in-orescki-min-900x366.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n<div id=\"\" class=\"blog-text-section  \">\n    \n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"4\"><li><strong>Probiotici<\/strong> e <strong>prebiotici<\/strong>: due sostanze alimentari la cui buona fama \u00e8 certamente giustificata. I probiotici sono microrganismi viventi che hanno un effetto benefico sulla nostra salute. Si trovano negli alimenti fermentati (yogurt, kefir, crauti e barbabietole, miso, verdure fermentate&#8230;), oppure si possono assumere in forma di integratore alimentare. Ingerendoli, entrano direttamente nel tratto gastrointestinale e aiutano cos\u00ec a ripristinare il microbiota intestinale alterato.<br><br>I prebiotici sono, invece, <strong>\u201ccibo per il microbiota intestinale\u201d, in quanto modulano il pH dell\u2019intestino che non \u00e8 adatto allo sviluppo di batteri patogeni e aiutano a regolare l\u2019appetito<\/strong>. Ma qual \u00e8 la differenza tra fibre e prebiotici? I prebiotici sono in realt\u00e0 fibre, mentre, d\u2019altra parte, non tutte le fibre sono un prebiotico. Per esserlo, la fibra deve avere due propriet\u00e0: la prima \u00e8 che il microbiota intestinale possa essere utilizzato e fermentato; la seconda \u00e8 che gli effetti benefici (sulla salute) vanno dimostrati scientificamente.<br><br>I principali prebiotici sono l\u2019inulina, i frutto-oligosaccaridi e i galatto-oligosaccaridi che si trovano nella frutta (albicocche, nettarine, melograni, prugne, fichi, datteri&#8230;), nelle verdure (carciofi, barbabietole, aglio, cipolle, cavolini di Bruxelles), nella frutta a guscio e nei legumi.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Negli individui in sovrappeso possiamo osservare un deficit di diversit\u00e0 del microbiota intestinale, che \u00e8 anche associato alla dislipidemia (trigliceridi e colesterolo elevati), all\u2019alterazione del controllo della glicemia e ad un\u2019elevata infiammazione di basso grado. L\u2019intervento dietetico, con un minor apporto energetico e con il supporto del microbiota intestinale, \u00e8 un\u2019ottima strategia dimagrante. Poich\u00e9 il microbiota intestinale, come abbiamo detto, \u00e8 flessibile e adattabile, pu\u00f2 essere ripristinato con un adeguato supporto dietetico e modificando lo stile di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La miglior dieta per la salute del microbiota, quella che ci \u00e8 geograficamente pi\u00f9 vicina, \u00e8 senz\u2019altro la dieta mediterranea, che si fonda su una vasta e variegata base vegetale con un elevato apporto di olio extravergine di oliva e acidi grassi Omega 3, ma con un basso contenuto di proteine \u200b\u200banimali, grassi saturi e zuccheri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">FONTI BIBLIOGRAFICHE:<\/h3>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Cornejo-Pareja, I., Mu\u00f1oz-Garach, A., Clemente-Postigo, M. <em>et al.<\/em> Importance of gut microbiota in obesity. <em>Eur J Clin Nutr<\/em> 72, 26\u201337 (2019) <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41430-018-0306-8\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41430-018-0306-8<\/a><\/li><li>Crovesy L, Masterson D, Rosado EL. Profile of the gut microbiota of adults with obesity: a systematic review. Eur J Clin Nutr. 2020 Sep;74(9):1251-1262. doi: 10.1038\/s41430-020-0607-6. Epub 2020 Mar 30. PMID: 32231226.&nbsp;<\/li><li>Muscogiuri, G., Cantone, E., Cassarano, S. <em>et al.<\/em> Gut microbiota: a new path to treat obesity. <em>Int J Obes Supp<\/em> 9, 10\u201319 (2019). <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41367-019-0011-7\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41367-019-0011-7<\/a>&nbsp;<\/li><li>Karina Al-Assal, Ana Cristina Martinez, Raquel Susana Torrinhas, Camila Cardinelli, Dan Waitzberg, Gut microbiota and obesity, Clinical Nutrition Experimental, Volume 20, 2018, Pages 60-64, ISSN 2352-9393, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.yclnex.2018.03.001\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.yclnex.2018.03.001<\/a>.&nbsp;<\/li><li>Yawei Fu, Yadong Wang, Hu Gao, DongHua Li, RuiRui Jiang, Lingrui Ge, Chao Tong, Kang Xu, &#8220;Associations among Dietary Omega-3 Polyunsaturated Fatty Acids, the Gut Microbiota, and Intestinal Immunity&#8221;, <em>Mediators of Inflammation<\/em>, vol. 2021, Article ID 8879227, 11 pages, 2021. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1155\/2021\/8879227\">https:\/\/doi.org\/10.1155\/2021\/8879227<\/a><\/li><li>Beam A, Clinger E, Hao L. Effect of Diet and Dietary Components on the Composition of the Gut Microbiota. <em>Nutrients<\/em>. 2021;13(8):2795. Published 2021 Aug 15. doi:10.3390\/nu13082795<\/li><li>Green M, Arora K, Prakash S. Microbial Medicine: Prebiotic and Probiotic Functional Foods to Target Obesity and Metabolic Syndrome. <em>Int J Mol Sci<\/em>. 2020;21(8):2890. Published 2020 Apr 21. doi:10.3390\/ijms21082890<\/li><li>Leeuwendaal NK, Cryan JF, Schellekens H. Gut peptides and the microbiome: focus on ghrelin. Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2021 Apr 1;28(2):243-252. doi: 10.1097\/MED.0000000000000616. PMID: 33481425; PMCID: PMC7924980.<\/li><li>Davis CD. The Gut Microbiome and Its Role in Obesity. <em>Nutr Today<\/em>. 2016;51(4):167-174. doi:10.1097\/NT.0000000000000167<\/li><\/ol>\n\n\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":5,"featured_media":92051,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[89],"tags":[],"class_list":["post-92500","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-digestione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92500","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92500"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94978,"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92500\/revisions\/94978"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donat.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}