Cosa succede alla digestione quando l'organismo è sotto stress?

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Lo stile di vita moderno e frenetico del XXI secolo porta a parlare sempre più spesso dello stress come una delle principali sfide per la sicurezza e la salute dell’individuo. La pandemia di SARS-CoV-2 è stata sicuramente uno dei principali fattori di stress a livello globale, con un impatto significativo sulla salute sia mentale che fisica delle persone in tutto il mondo. L’apparato digerente non è esente dagli effetti dello stress e numerose sono le condizioni e i disturbi dell’apparato digerente associati all’esposizione dell’individuo allo stress. 

COS’È LO STRESS?

Il termine stress è stato introdotto per la prima volta all’inizio del secolo scorso dal medico canadese Hans Selye che definì lo stress come “la somma dell’usura totale di un organismo durante la sua vita”.

Lo stress è la risposta del corpo a una situazione che una persona percepisce come minacciosa per la sua integrità fisica o psicologica. Tutti quei cambiamenti fisiologici e psicologici, nonché i cambiamenti nel comportamento di un individuo che si verificano sotto l’influenza di uno stimolo dello stress sono chiamati risposte allo stress. Ogni stress disturba l’equilibrio dell’organismo, la cosiddetta omeostasi, e risponde a vari processi ed eventi che cercano di ripristinare lo stato di equilibrio. In risposta allo stress, si verificano numerosi cambiamenti nel corpo: aumento della pressione sanguigna, aumento della tensione muscolare, palpitazioni, mal di testa, ecc. Dalle reazioni psichiche derivano paura, ansia, agitazione, cambiamenti nella capacità di ragionare. Lo stress può essere acuto e cronico. Lo stress acuto si verifica come reazione dell’individuo a un pericolo diretto e all’evento generativo in corso, mentre lo stress cronico è quello causato dall’esposizione a lungo termine dell’individuo a situazioni stressanti come disoccupazione, problemi coniugali, carico di lavoro eccessivo per un lungo periodo di tempo, ecc. Uno stato di stress, quindi, è una qualsiasi condizione in cui, in qualsiasi modo (fisicamente, mentalmente o socialmente), ci sentiamo minacciati o valutiamo che i nostri cari siano a rischio. L’espressione e la durata delle reazioni allo stress sono il risultato delle rispettive caratteristiche dei fattori di stress, della loro forza e durata, quindi dei tratti della personalità dell’individuo, della sua valutazione delle proprie possibilità di resistere allo stress e della sua valutazione sulla quantità di sostegno sociale che può aspettarsi durante la gestione dello stress. Le reazioni agli stessi fattori di stress possono essere completamente diverse in individui diversi. Se un individuo stima che supererà facilmente una situazione stressante e avrà un importante sostegno sociale, la forza e la durata delle reazioni allo stress saranno più deboli.

EFFETTI DELLO STRESS SULL’APPARATO DIGERENTE

L’apparato digerente è indissolubilmente legato al nostro cervello e sempre più spesso negli ambienti scientifici e professionali usiamo il termine “asse intestino – cervello” (in ing. gut-brain axis) per sottolineare l’interconnessione, in entrambe le direzioni, di questi due sistemi. Gli eventi nel sistema gastrointestinale inviano segnali al cervello attraverso il sistema nervoso centrale che innescano sbalzi d’umore, mentre i segnali dell’umore vengono inviati dal cervello all’intestino. Quando una persona è esposta allo stress, questo asse trasmette segnali di stress fino all’apparato digerente, nel senso che il cervello rilascia gli ormoni dello stress e l’apparato digerente, che ha i recettori per questi ormoni, risponde allo stress. La complessità della connessione tra lo stress e l’apparato digerente è dovuta anche al fatto che l’apparato digerente ha un proprio sistema nervoso enterico, che contribuisce alla reazione dell’organismo, o dell’apparato digerente, allo stress. Tuttavia, è importante sottolineare che non tutti gli individui rispondono allo stesso modo allo stress, poiché  le reazioni come anche i sintomi sono diversi. 

Lo stress può causare una serie di problemi gastrointestinali, tra cui crampi, gonfiore, perdita di appetito, diarrea, stitichezza, nausea. Inoltre, lo stress può esacerbare i problemi con disturbi gastrointestinali preesistenti, il più delle volte con la sindrome del colon irritabile, con malattie infiammatorie intestinali, ulcera peptica e malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). Sebbene lo stress non sia considerato una causa diretta di queste malattie, può essere un fattore scatenante per la loro insorgenza o portare ad un peggioramento dei problemi esistenti. Purtroppo, questo può diventare un circolo vizioso: sperimentare questi problemi digestivi può renderci ancora più stressati. E lo stress ripetuto può portare a problemi gastrointestinali o esasperare problemi già esistenti.

COSA FARE CONTRO LO STRESS?

Anche se molto spesso non possiamo influire sulle fonti di stress, soprattutto nella sua forma acuta, possiamo lavorare sulle reazioni allo stress, cioè sul modo in cui affrontare lo stress. Uno stile di vita sano, il miglioramento delle proprie abitudini, l’igiene mentale, il cambiamento dei propri punti di vista e di come percepiamo certe situazioni, lo stimolo ad una cultura della salute e non della malattia, sono elementi importanti nella lotta contro lo stress e contro i disturbi che ne derivano. Alcune delle misure per alleviare le conseguenze dello stress, ovvero per far fronte più facilmente allo stress sono:

  • Una dieta regolare e varia con sufficiente consumo di acqua
  • Fare attività fisica
  • Eliminare o ridurre l’assunzione di caffeina, nicotina e zucchero
  • Dormire e riposare a sufficienza
  • Dedicare del tempo alla famiglia, agli amici, al divertimento e al relax
  • Riconoscere i propri limiti
  • Cercare l’aiuto di un professionista se la persona non è in grado di affrontare la situazione da sola
women practicing joya in modern home kitchen

ESPOSIZIONE ALLO STRESS DEGLI OPERATORI SANITARI

La ricerca mostra che quella degli operatori sanitari è una delle 20 professioni maggiormente esposte allo stress. La pandemia di COVID-19 negli ultimi 3 anni ha esposto ulteriormente gli operatori sanitari allo stress, a una categoria di stress che rientra tra quella dei “disastri” e come tale può causare conseguenze più gravi e durature. Ora che è stata dichiarata la fine della pandemia, resta da vedere quali saranno le conseguenze a lungo termine. La salute psicofisica degli operatori sanitari è stata messa a dura prova durante la pandemia. Tuttavia, anche in periodi dove non ci sono pandemie, gli operatori sanitari sono esposti a svariati fattori di stress: il carico di lavoro elevato, le pressioni da parte dei pazienti e delle loro famiglie, l’insoddisfazione per le condizioni di lavoro, l’eccessivo carico amministrativo, le responsabilità, il portare molto spesso il lavoro a casa. Una maggiore consapevolezza del proprio valore professionale, la formazione continua, lo sviluppo di un ambiente di lavoro positivo creando migliori condizioni di lavoro e il sostegno da parte dei collaboratori, sono solo alcuni dei fattori che possono influenzare positivamente la riduzione dello stress negli operatori sanitari. 

CONCLUSIONI

Lo stress è la “malattia” moderna, dei nostri tempi. Le sfide poste dal XXI secolo, incentrate prevalentemente sulla cura del paziente, individuano lo stress come fattore scatenante di diverse malattie e disturbi. Come per altre malattie croniche, la prevenzione gioca un ruolo importantissimo nella lotta contro lo stress, ma non dobbiamo dimenticare di cercare l’aiuto dei professionisti, laddove necessario.

BIBLIOGRAFIA

  1. Matulović I, Rončević T, Sindik J. Stres i suočavanje sa stresom – primjer zdravstvenog osoblja. Sestrinski glasnik/Nursing Journal 17 (2012) 174–177.
  2. Foster JA, Rinaman L, Cryan JF. Stress & the gut-brain axis: Regulation by the microbiome. Neurobiol Stress. 2017 Mar 19;7:124-136.
  3. World Health Organization. Doing What Matters in Times of Stress. An Illustrated Guide – Organizzazione Mondiale della Sanità. Fare ciò che conta nei momenti di stress. Una guida illustrata; 29 April 2020, Pubblicazione Disponibile su:  https://www.who.int/publications/i/item/9789240003927. Accesso effettuato il 10 giugno 2023

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